Su questo tema, la OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ci aiuta a fare chiarezza. “Per sviluppo si intende un processo mentale che coinvolge il corpo e la mente, per il quale il cervello umano è predisposto… Attivo già alla nascita nelle prime interazioni madre-bambino, si potenzia durante l’intero arco di vita, in risposta agli stimoli e alle inter-azioni”. Molte le evidenze scientifiche che dimostrano come i neuroni a specchio abbiano un ruolo centrale in questo importante processo.
Oggi le neuroscienze intendono per mente l’insieme di tutte le funzioni del cervello, e dunque la percezione, il pensiero, l’affettività, la memoria, l’intuizione, il comportamento, laddove il cervello viene considerato un organo del corpo.
La ricerca sullo sviluppo neurale ha mostrato che tra il cervello e le altre parti del corpo esistono legami straordinari non ancora del tutto conosciuti, per i quali ciò che accade nel cervello si riflette anche sul corpo e ciò che accade negli organi del corpo si riflette sulla mente. E la sfida della ricerca scientifica, oggi, è quella di esplorare i meccanismi neuro-biologici che legano il cervello, la mente e gli altri organi del corpo.
È stato osservato che nei primi tre anni di vita avviene oltre l’80% dello sviluppo neuronale e che nelle prime interazioni madre-bambino si avvia il processo di costruzione dei circuiti cerebrali, che dura 25 anni. Durante questo processo, a dover essere soddisfatti fin dai primi momenti di vita, non sono soltanto i bisogni fisici, ma anche i bisogni emotivi e la necessità di avere interazioni sociali ricche e stimolanti. Le prime inter-azioni sono le più preziose, in quanto lasciano un’impronta plastica nel cervello e definiscono la linea di sviluppo dell’individuo (vedi neuroplasticità). Affinchè ogni bambino abbia il miglior inizio possibile di vita, la OMS ha prodotto le linee guida “Improving early childhood development: WHO guideline”, che forniscono informazioni e raccomandazioni utili per favorire un buono sviluppo.
La prima raccomandazione riguardail “sintonizzarsi” emotivamente su ciò che i bambini ci comunicano con il linguaggio del corpo (le espressioni facciali, il pianto, i loro comportamenti reattivi). Questo perché la sintonizzazione, nei primi mille giorni di vita, crea le basi per la sicurezza, il legame, le relazioni affettive sane, la reciprocità e l’empatia, tutti elementi essenziali nei rapporti interpersonali.
La seconda raccomandazione riguarda l’empatia, un’abilità sociale fondamentale, per essere lo strumento di comunicazione inter-personale più efficace, nonchè la porta di accesso principale agli stati d’animo e al mondo interiore dell’altro. Grazie all’empatia riusciamo a cogliere il senso delle parole (ironico, serio, metaforico, scherzoso, ecc) e lo stato emotivo del nostro interlocutore (se a suo agio o a disagio, se felice, arrabbiato, triste, deluso, ecc). L’empatia, cioè, ci consente di andare al di là del contenuto semantico delle parole e di fare esperienza di una comunicazione profonda, fondata sull’attenzione, sulla comprensione e sul rispetto reciproco.
A rendere possibile questo meraviglioso allargamento degli orizzonti mentali e quest’incontro fra mondi interiori (il proprio e quello degli altri) sono i neuroni a specchio. Per rafforzarli, l’OMS raccomanda il contatto corporeo frequente, il contatto oculare ravvicinato, il parlare dolcemente e lentamente, il sintonizzarsi emotivamente con i bambini, il rispondere ai loro segnali di comunicazione (pianto, agitazione, tensione, distensione, ecc).
Nei bambini piccoli l’apprendimento è continuo e interessa ogni loro attività: in tutti i momenti i bambini imparano qualcosa. Ogni momento che passiamo con loro rappresenta un’opportunità per attivare in loro i neuroni a specchio e l’empatia: occorre giocare insieme a loro, aiutarli a risolvere i problemi, ad esprimersi, a prendere decisioni, a provare a fare cose nuove e, per favorire l’apprendimento empatico (emotivo-relazionale), non si deve tralasciare il “giocare insieme” nella routine quotidiana.
Cosa si intende per sviluppo
Su questo tema, la OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ci aiuta a fare chiarezza. “Per sviluppo si intende un processo mentale che coinvolge il corpo e la mente, per il quale il cervello umano è predisposto… Attivo già alla nascita nelle prime interazioni madre-bambino, si potenzia durante l’intero arco di vita, in risposta agli stimoli e alle inter-azioni”. Molte le evidenze scientifiche che dimostrano come i neuroni a specchio abbiano un ruolo centrale in questo importante processo.
Oggi le neuroscienze intendono per mente l’insieme di tutte le funzioni del cervello, e dunque la percezione, il pensiero, l’affettività, la memoria, l’intuizione, il comportamento, laddove il cervello viene considerato un organo del corpo.
La ricerca sullo sviluppo neurale ha mostrato che tra il cervello e le altre parti del corpo esistono legami straordinari non ancora del tutto conosciuti, per i quali ciò che accade nel cervello si riflette anche sul corpo e ciò che accade negli organi del corpo si riflette sulla mente. E la sfida della ricerca scientifica, oggi, è quella di esplorare i meccanismi neuro-biologici che legano il cervello, la mente e gli altri organi del corpo.
È stato osservato che nei primi tre anni di vita avviene oltre l’80% dello sviluppo neuronale e che nelle prime interazioni madre-bambino si avvia il processo di costruzione dei circuiti cerebrali, che dura 25 anni. Durante questo processo, a dover essere soddisfatti fin dai primi momenti di vita, non sono soltanto i bisogni fisici, ma anche i bisogni emotivi e la necessità di avere interazioni sociali ricche e stimolanti. Le prime inter-azioni sono le più preziose, in quanto lasciano un’impronta plastica nel cervello e definiscono la linea di sviluppo dell’individuo (vedi neuroplasticità). Affinchè ogni bambino abbia il miglior inizio possibile di vita, la OMS ha prodotto le linee guida “Improving early childhood development: WHO guideline”, che forniscono informazioni e raccomandazioni utili per favorire un buono sviluppo.
La prima raccomandazione riguarda il “sintonizzarsi” emotivamente su ciò che i bambini ci comunicano con il linguaggio del corpo (le espressioni facciali, il pianto, i loro comportamenti reattivi). Questo perché la sintonizzazione, nei primi mille giorni di vita, crea le basi per la sicurezza, il legame, le relazioni affettive sane, la reciprocità e l’empatia, tutti elementi essenziali nei rapporti interpersonali.
La seconda raccomandazione riguarda l’empatia, un’abilità sociale fondamentale, per essere lo strumento di comunicazione inter-personale più efficace, nonchè la porta di accesso principale agli stati d’animo e al mondo interiore dell’altro. Grazie all’empatia riusciamo a cogliere il senso delle parole (ironico, serio, metaforico, scherzoso, ecc) e lo stato emotivo del nostro interlocutore (se a suo agio o a disagio, se felice, arrabbiato, triste, deluso, ecc). L’empatia, cioè, ci consente di andare al di là del contenuto semantico delle parole e di fare esperienza di una comunicazione profonda, fondata sull’attenzione, sulla comprensione e sul rispetto reciproco.
A rendere possibile questo meraviglioso allargamento degli orizzonti mentali e quest’incontro fra mondi interiori (il proprio e quello degli altri) sono i neuroni a specchio. Per rafforzarli, l’OMS raccomanda il contatto corporeo frequente, il contatto oculare ravvicinato, il parlare dolcemente e lentamente, il sintonizzarsi emotivamente con i bambini, il rispondere ai loro segnali di comunicazione (pianto, agitazione, tensione, distensione, ecc).
Nei bambini piccoli l’apprendimento è continuo e interessa ogni loro attività: in tutti i momenti i bambini imparano qualcosa. Ogni momento che passiamo con loro rappresenta un’opportunità per attivare in loro i neuroni a specchio e l’empatia: occorre giocare insieme a loro, aiutarli a risolvere i problemi, ad esprimersi, a prendere decisioni, a provare a fare cose nuove e, per favorire l’apprendimento empatico (emotivo-relazionale), non si deve tralasciare il “giocare insieme” nella routine quotidiana.