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Stress fasi vita

La risposta allo stress e ai traumi nelle diverse età della vita

By pasquale on 29 Giugno 2023

Nella prima infanzia, quando il cervello è intensamente plastico e impegnato nell’attività di costruzione di tutti i circuiti neurali, il sistema neuro-endocrino dello stress è particolarmente sensibile allo stress emotivo e relazionale: i neuroni a specchio, come super-spugne, intercettano e assorbono ogni espressione facciale e tensione corporea del caregiver. Così, una madre ansiosa, stanca, depressa, stressata, può attivare molto il circuito dello stress del figlio e può non riuscire a sintonizzarsi emotivamente con lui. Questa mancanza di sintonizzazione potrà frenare lo sviluppo del cervello del piccolo e, se si tratta di una situazione persistente, c’è il rischio che egli manifesti difficoltà nella regolazione delle emozioni e del comportamento, nella capacità di adattamento e di apprendimento e successive forme di psicopatologia in età adolescenziale. Per di più, “…è stata riscontrata una forte relazione causa-effetto tra l’esposizione a esperienze infantili avverse (ACEs) e il rischio di ammalarsi di malattie che sono tra le cause principali di morte negli adulti: attacco ischemico cardiaco, cancro, malattia cronica polmonare, fratture scheletriche, malattie al fegato, comportamenti a rischio, incidenti per sottovalutazione del rischio. I risultati suggeriscono che l’impatto delle esperienze infantili negative sulla salute da adulti sia forte e cumulativo”. (Felitti et al., 2012).

Nell’adolescenza, quando la corteccia prefrontale è impegnata in un intenso lavoro di organizzazione e di integrazione fra le funzioni cognitive e quelle emotive, uno stress intenso o prolungato può facilitare l’insorgenza di Disturbi dell’Umore, d’Ansia, del Comportamento, dell’Adattamento. È quello che vediamo accadere oggi nei nostri ragazzi, conseguentemente allo stress da pandemia, per il quale la OMS ha lanciato l’allerta sanitario.

Anche nell’età adulta, come già evidenziato, si riscontra una forte correlazione tra alti livelli di ormoni dello stress e molti quadri di psicopatologia e di patologie d’organo conclamati.

Nella vecchiaia, i livelli degli ormoni dello stress sono normalmente più elevati rispetto a quelli riscontrabili negli adulti: il dolore fisico e le limitazioni prodotte da una ridotta condizione di salute sono molto presenti in questa età della vita e attivano sensibilmente il circuito dello stress. Per questo, eventi stressanti aggiuntivi attivano un ulteriore aumento del cortisolo, che, svolgendo un effetto negativo sui neuroni, produce una ulteriore riduzione dell’efficienza cognitiva globale e di tutte le funzioni corporee, accelerando il decadimento globale.

Una maggiore conoscenza dei fattori di rischio, una psico-educazione che aiuti a riconoscere precocemente i sintomi attivati da un alto livello di cortisolo e l’apprendimento di una buona gestione dello stress abbasserebbero molti livelli di rischio.

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