Oggi è scientificamente accertato che, per sua natura, ogni cervello esiste e si esprime soltanto in relazione a quello degli altri. Determinante nei primi anni di vita è la relazione con la madre, come successivamente, in età scolare, lo diventano le relazioni con gli insegnanti e con gli altri adulti significativi. Sono queste le esperienze che plasmano il cervello e il suo funzionamento, dando così vita a personalità forti, sane e creative, ma anche a fragilità emotive, a disagi psichici, a difficoltà cognitive e adattive e finanche a strutture di personalità deviate.
“Di fatto, oggi possiamo affermare che è il cervello a determinare in larga misura chi siamo e cosa facciamo e, poiché il cervello del bambino viene plasmato in misura significativa dalle esperienze che gli offriamo, sapere come si modifica in relazione alla nostra attività educativa e di accudimento e scoprire come riesce a riequilibrare le sue funzioni quando riceve gli stimoli giusti, può aiutarci a migliorare le nostre capacità educative e a diventare noi stessi psicologicamente più forti, sani e resistenti di fronte alle avversità della vita”. D. J. Siegel
Nuove strategie di regolazione delle emozioni, di controllo, di potenziamento delle risorse mentali sono utilizzate oggi, non solo in campo terapeutico, ma pure da atleti, astronauti, managers, addetti al marketing che ne traggono grande beneficio. Tutti possono, comunque avvantaggiarsene e, in particolar modo, genitori, insegnanti ed educatori, ai quali sono affidati lo sviluppo, la crescita e la salute dei bambini. È ovvio che l’apprendimento comporta anche una conoscenza di base del funzionamento del cervello.
Per queste ragioni il mio metodo si compone di una sezione in cui spiego come si attiva il cervello nella relazione con l’altro e di una seconda sezione in cui insegno strategie che aiutano a riequilibrare il suo funzionamento e a recuperare lo stato mentale di calma, recettivo e adattivo. Si chiama psico-educazione ed è il primo passo che fa uno psicoterapeuta EMDR, sia nel lavoro di potenziamento delle risorse che nell’ambito della psicoterapia.
Impariamo a conoscere il cervello e a fornirgli il materiale giusto (esperienze che attivano competenze di vita adattive), perché lui, bruco operoso dentro di noi e fabbrica dello sviluppo, della crescita e della salute, possa svolgere al meglio il suo lavoro, a vantaggio suo, nostro e della generazione che verrà dopo di noi.
Il cervello: organo interattivo e relazionale
Oggi è scientificamente accertato che, per sua natura, ogni cervello esiste e si esprime soltanto in relazione a quello degli altri. Determinante nei primi anni di vita è la relazione con la madre, come successivamente, in età scolare, lo diventano le relazioni con gli insegnanti e con gli altri adulti significativi. Sono queste le esperienze che plasmano il cervello e il suo funzionamento, dando così vita a personalità forti, sane e creative, ma anche a fragilità emotive, a disagi psichici, a difficoltà cognitive e adattive e finanche a strutture di personalità deviate.
“Di fatto, oggi possiamo affermare che è il cervello a determinare in larga misura chi siamo e cosa facciamo e, poiché il cervello del bambino viene plasmato in misura significativa dalle esperienze che gli offriamo, sapere come si modifica in relazione alla nostra attività educativa e di accudimento e scoprire come riesce a riequilibrare le sue funzioni quando riceve gli stimoli giusti, può aiutarci a migliorare le nostre capacità educative e a diventare noi stessi psicologicamente più forti, sani e resistenti di fronte alle avversità della vita”. D. J. Siegel
Nuove strategie di regolazione delle emozioni, di controllo, di potenziamento delle risorse mentali sono utilizzate oggi, non solo in campo terapeutico, ma pure da atleti, astronauti, managers, addetti al marketing che ne traggono grande beneficio. Tutti possono, comunque avvantaggiarsene e, in particolar modo, genitori, insegnanti ed educatori, ai quali sono affidati lo sviluppo, la crescita e la salute dei bambini. È ovvio che l’apprendimento comporta anche una conoscenza di base del funzionamento del cervello.
Per queste ragioni il mio metodo si compone di una sezione in cui spiego come si attiva il cervello nella relazione con l’altro e di una seconda sezione in cui insegno strategie che aiutano a riequilibrare il suo funzionamento e a recuperare lo stato mentale di calma, recettivo e adattivo. Si chiama psico-educazione ed è il primo passo che fa uno psicoterapeuta EMDR, sia nel lavoro di potenziamento delle risorse che nell’ambito della psicoterapia.
Impariamo a conoscere il cervello e a fornirgli il materiale giusto (esperienze che attivano competenze di vita adattive), perché lui, bruco operoso dentro di noi e fabbrica dello sviluppo, della crescita e della salute, possa svolgere al meglio il suo lavoro, a vantaggio suo, nostro e della generazione che verrà dopo di noi.