LE TRE C

Curare lo stress e i traumi

La salute e la malattia riguardano non soltanto il corpo, ma anche la mente e il cervello. Di fronte ad esperienze stressanti e di forte impatto emotivo (potenzialmente traumatiche), “la mente e il cervello tentano ogni strategia possibile pur di sopravvivere, ma il corpo accusa il colpo” (B. Van der Kolk 2015). I costi possono essere anche molto alti, ma quasi sempre vengono anticipati da segnali di sofferenza che, se colti e curati tempestivamente, abbassano il rischio di ammalarsi.

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La ricerca ha ampiamente dimostrato che vari disturbi somatici si attivano dopo un’esperienza emotiva forte (lutto, incidente, disoccupazione, abuso, malattia grave o improvvisa, ecc); nelle persone che vivono stati di stress prolungato e in quelle che nell’infanzia non hanno avuto un adeguato rispecchiamento delle proprie emozioni, i neuroni a specchio sono poco attivi e questo comporta grosse difficoltà a riconoscere le emozioni. Tant’altro è stato scoperto sul modo in cui il cervello, la mente (psiche) e il corpo affrontano le situazioni di stress e i traumi e sui segnali di sofferenza, anche intensa, che si attivano prima che si instauri uno stato di malattia.

Il cervello umano è geneticamente predisposto ad attivarsi con uno specifico circuito neuro-endocrino sottocorticale, chiamato “circuito dello stress”: ogni volta che, improvvisamente, ci troviamo a dover affrontare situazioni impreviste, impegnative, pericolose (stress); quando ci impattiamo con un’esperienza emotiva forte (potenzialmente traumatica); quando svolgiamo azioni di routine.

La sua attivazione ci predispone fisicamente e mentalmente ad agire in modo rapido e automatico, senza bisogno di pensare e senza percepire la stanchezza o la paura che, pure, stiamo provando. Ci permette, quindi, di svolgere speditamente molte azioni del quotidiano, di sostenere meglio le incombenze del momento e di “sopravvivere” alle avversità. Tuttavia, la sua attivazione, se frequente, forte, oppure prolungata, può lasciare una traccia permanente nel cervello, determinando modificazioni dell’umore, del comportamento e di ogni attività di pensiero. Traccia che può essere anche trasmessa alla generazione successiva, mediante specifiche strutture epigenetiche.

Lo stress: risorsa di vita preziosa e fragile

Non esiste una vita senza situazioni di stress e senza esperienze potenzialmente traumatiche e lo stress è un elemento essenziale nel corso dell’esistenza: è la risposta neuro-psico-fisiologica innata che ci facilita la vita di ogni giorno, ci aiuta a sostenere meglio e più a lungo le fatiche e le incombenze, anche impreviste e, in situazioni di pericolo, si attiva in automatico per la nostra sopravvivenza, con i comportamenti istintivi innati di attacco, fuga, freezing.

Tuttavia, a causa di un’attivazione forte o prolungata, ma anche in mancanza di sufficienti abilità di gestione dello stress, oppure per abitudini di vita scorrette, può accadere che il meccanismo di disattivazione del circuito si inceppi e resti bloccato sull’attivazione, innescando, così, l’effetto domino che porta alla malattia.

A far male, quindi, non è lo stress in sè, quanto piuttosto la sua intensità e durata nel tempo (la quantità di cortisolo prodotta e il tempo della sua permanenza in circolo), la sua cattiva gestione e la sottovalutazione dei segnali di sofferenza prodotti dall’eccesso di cortisolo. Problemi risolvibili, questi, con una buona psico-educazione e con un training di apprendimento.

Nel corso di un evento traumatico o di stress, in una qualunque fase della vita, si innescano molti meccanismi neuro-bio-chimici. Comprendere in che modo il cervello, il corpo e la mente di noi adulti, nonchè il corpo, il cervello e la mente in costruzione del bambino rispondono alle esperienze di stress e agli eventi traumatici, può aiutarci a capire l’importanza di imparare a riconoscere i segnali di stress in eccesso e di doverci proteggere dal rischio di ammalarci, avviando senza indugio un percorso di psicoterapia specifico per i disturbi legati a stress e traumi (EMDR e CBT-T di terza generazione).

La cura

Gli psicologi, e in special modo quelli dell’emergenza e gli psico-traumatologi, possono essere di grande aiuto: chiamati ad intervenire in situazioni critiche a sostegno delle vittime, possono applicare protocolli di pronto soccorso emotivo, che consentono di “scaricare a caldo” il cortisolo, ormone dello stress, evitando così il suo accumulo e riducendo il rischio che si inneschi quel dannoso “effetto domino” già descritto e possono anche insegnare queste tecniche a tutti, bambini inclusi. La corretta gestione dello stress è una delle dieci “LIFE SKILL” (competenze di vita) individuate dalla OMS, perché è una risorsa utilissima, in quanto favorisce lo sviluppo adattivo, protegge la salute, contrasta l’insorgenza delle malattie.

Le 10 LIFE SKILL vanno tutte coltivate con perizia già dalla nascita perché sono fragili, in quanto quotidianamente esposte alle sfide e alle avversità della vita; sono preziose perché alla base della RESILIENZA, oggi tanto celebrata, ma, a mio avviso, poco conosciuta, poco coltivata, poco usata con consapevolezza nel quotidiano e a scopo educativo e formativo.

L’EMDR, la mia specializzazione, è un approccio psicoeducativo e psicoterapeutico integrato: agisce su tutte le aree di sviluppo (cognitivo, emotivo e percettivo-corporeo), equilibrandole, connettendole ed integrandole; si focalizza sulle memorie traumatiche che attivano i sintomi; utilizza la stimolazione bilaterale (oculare o sensoriale) per ripristinare l’equilibrio eccitatorio-inibitorio dei circuiti neurali sottocorticali responsabili del blocco (simpatico-parasimpatico), facilitando, così, la loro riconnessione con la corteccia. Ciò rende possibile l’elaborazione dei ricordi traumatici e la loro integrazione con tutti gli altri ricordi, con la conseguente scomparsa dei sintomi e una rilevante crescita della capacità di resilienza. L’EMDR viene utilizzato con successo anche per migliorare le performances nello studio, nel lavoro, nello sport. Per la sua comprovata efficacia, viene indicato dalla OMS come trattamento psicoterapeutico elettivo nella cura del Disturbo da Stress Post-Traumatico e come coadiuvante efficace nella cura dei tanti disturbi mentali e fisici legati a stress e traumiWWW.EMDRItalia.it per saperne di più.

La scuola, come principale agenzia educativa, ha un ruolo insostituibile nella promozione della salute e insegnare è un lavoro che attiva molto stress quotidiano: non è facile realizzare il lavoro in team e gestire i conflitti tra colleghi, come non è facile realizzare in classe una didattica personalizzata e inclusiva, promuovere lo sviluppo personale e l’integrazione sociale di tanti ragazzi con doppia lingua e doppia cultura, trovare modi efficaci per arginare un fenomeno complesso come quello dell’abbandono scolastico, oggi dilagante. Anche le criticità che ci si trova a dover gestire in classe sono tante, poichè i ragazzi sono portatori di molti disagi.

Imparare a leggere i segni del disagio, comprenderne la natura, imparare a gestire in modo efficace il carico emotivo e i momenti critici che si verificano in classe, imparare interazioni e strumenti che facilitino l’apprendimento co-operativo, l’impegno, il rispetto, la resilienza apporta benessere ed efficienza e contribuisce a migliorare la società.

La salute è affare di tutti ed è vantaggiosa per tutti: coltiviamola e curiamola insieme!

Cosa possiamo fare insieme?

Su queste tematiche organizzo su richiesta

Incontri Formativi

per gruppi di:
genitori
insegnanti
educatori

Progetti formativi e psicoeducativi

per gruppi di:
genitori
insegnanti
educatori
bambini/adolescenti

Sostegno emotivo in situazioni critiche

a gruppi o persone vittime di:
bullismo
incidenti
lutti
stress lavorativo, altro